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| Lo scorso settembre è stato inaugurato il Grand Hotel Palazzo di Livorno, storico cinque stelle che si apre a nuova vita dopo un lungo lavoro di restauro e riqualificazione per cui sono stati investiti trenta milioni di euro. |
| di Simona Parini |
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Ha aperto al pubblico a luglio ed è stato ufficialmente inaugurato a settembre il Grand Hotel Palazzo di Livorno, un gioiello in stile Liberty affacciato sul litorale della cittadina Toscana. Nei primi anni del Novecento l’hotel era diventato un punto di riferimento per il bel mondo, tanto che, complice anche la sua vista sul mare, venne definito dalle guide turistiche dell’epoca “uno degli alberghi più belli del mondo”. Oggi, dopo un accurato lavoro di recupero costato trenta milioni di euro, la struttura, uno dei pochi cinque stelle della costa toscana, è tornata a splendere, sotto l’egida di Abitalia Hotels, società di gestione alberghiera del Gruppo Bulgarella Holding. Qui gli organizzatori possono contare su sei sale riunioni, 97 camere doppie, sette suite, 17 junior suite, otto penthouse suite e una suite reale, rinnovata in base al disegno originale e provvista di bagno turco. A disposizione degli ospiti, poi, servizi e facilities di livello. Al roof garden si trovano il ristorante panoramico Gourmet, il lounge bar, il solarium e la piscina, mentre al primo piano si incontrano il ristorante per eventi e banchetti con vista mare, il centro benessere di 600 metri quadrati con piscina, bagno turco, sauna, sala fitness, sale massaggi e trattamenti viso/corpo.
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Rispetto dell’arte
La patria di Modigliani ha quindi recuperato una delle sue eccellenze turistiche, ma, trattandosi di un edificio d’epoca, gli interventi di restauro sono stati particolarmente impegnativi: una sfida raccolta e vinta dall’architetto Luca Tosi, dello studio Pacciardi & Tosi Architetti Associati, che ne ha diretto i lavori e realizzata la progettazione con il collega Nicola La Sala.
Quali sono stati i criteri adottati per la riqualificazione della struttura?
«I principi ai quali si è attenuta la progettazione sono stati quelli di conservazione e restauro delle parti esistenti rispondenti al progetto originario. Il tutto unito alla fedele ricostruzione delle zone che avevano subito incongrue trasformazioni e al mantenimento dell’impianto distributivo dell’epoca con interventi strettamente necessari per l’adeguamento funzionale. Chiaramente, poi, si è proceduto alla riproposizione della copertura dell’edificio con linguaggio e materiali contemporanei, in particolare dove sono localizzate funzioni importanti come l’American bar, il ristorante, la piscina e le otto suite con ampie terrazze vista mare. Bisogna dire che i tempi stretti di progettazione ci hanno costretto ad articolare le metodologie di indagine e ricerca storica in due fasi: una preliminare e una, invece, in corso d’opera. Purtroppo la ricerca di materiali cartacei e iconografici capaci di dare informazioni sul progetto originario si è rilevata piuttosto infruttuosa, nonostante un accurato lavoro d’archivio. Le testimonianze più attendibili, infatti, sono risultate quelle derivate da fotografie e cartoline d’epoca che, opportunamente datate, hanno consentito una ricostruzione precisa dell’immagine complessiva dell’hotel alle sue origini. Proprio su questi documenti si è basata anche la ricostruzione della facciata principale al piano rialzato, che era stata completamente persa con la costruzione del pesante avancorpo che aveva inglobato le terrazze prospicenti il mare, mentre successive indagini ispettive in corso d’opera ci hanno permesso di ricostruire caratteristiche costruttive, elementi e apparati decorativi. Anche per la definizione del colore della facciata ci siamo avvalsi di analisi stratigrafiche con le quali abbiamo potuto ricostruire il succedersi delle varie colorazioni, optando poi sulla scelta del giallo ocra (colore originario ) come testimonia la rappresentazione pittorica del palazzo nel quadro di Francesco Gioli intitolato “Passeggiata a mare” e dipinto pochi anni dopo l’inaugurazione dell’albergo».
Qual è stato l’ostacolo più impegnativo incontrato e come è stato superato?
«Direi che inserire un’impiantistica adeguata a un albergo cinque stelle rispettando l’architettura concepita nel 1884 non è stata certo cosa facile, basti pensare che, ai suoi tempi, l’istallazione dell’ impianto di illuminazione a gas fu considerata uno straordinario elemento di innovazione tecnologica. Non solo: le pregiate caratteristiche architettoniche degli spazi di relazione (androni, corridoi, vani scale) non consentivano l’uso di controsoffitti per nascondere le condutture e, così, le canalizzazioni degli impianti sono state concentrate nelle zone di servizio delle camere, curandone l’adeguato isolamento acustico, mentre i collegamenti verticali sono stati facilitati dall’utilizzazione di cavedi ispezionabili già presenti nella struttura. In questo senso si è rivelata vincente la stretta collaborazione con i progettisti dei vari impianti, sinergia che ha consentito di trovare, di volta in volta, le soluzioni che riducessero al massimo l’impatto tecnologico sull’architettura storica. E proprio in virtù del valore artistico della venue, i vincoli imposti non hanno permesso di utilizzare sistemi di risparmio energetico come i pannelli solari o fotovoltaici. Questo, però, non ci ha impedito di migliorare il contenimento energetico sia attraverso il ricondizionamento degli infissi esterni (inserimento di vetrocamera e guarnizioni a tenuta), sia con l’isolamento del piano terrazza e di copertura con la realizzazione di tetto ventilato».
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Tecnologia e storia
Ma l’albergo ha anche una dichiarata vocazione mice: meeting ed eventi, infatti, godono qui di una cornice elegante e all’avanguardia come spiega ancora l’architetto Luca Tosi.
Che tipo di dotazioni tecnologiche sono state adottate nella realizzazione del centro congressi?
«Il centro congressi si trova nell’ala sud dell’hotel ed è composto da sei sale di varia grandezza che possono ospitare da un minimo di dieci a un massimo di 200 partecipanti con varie soluzioni di allestimento. Tutte le sale conferenza sono dotate di impianto audio/video con videoproiezione: è possibile allestire conferenze con più microfoni e radiomicrofoni e visualizzare presentazioni da computer o da altra sorgente video. Le sale possono operare singolarmente, oppure essere interconnesse audio/video. La sala Marconi è dotata di regia che permette di distribuire i segnali audio/video nelle altre sale, sul circuito IP-TV e in tutte le camere e tutti i luoghi comuni dove è presente una presa dati IP-TV. Tutte le sale, poi, hanno la possibilità di ricevere segnali audio/video e di effettuare collegamenti audio con la plenaria, mentre la regia collegata in maniera bidirezionale con il sistema audio dell’intero albergo permette, per esempio, di ascoltare una delle conferenze nel ristorante oppure in piscina».
Per la parte congressuale, sono state messe in atto soluzioni di lighting e interior design particolari?
«Le caratteristiche delle sale principali, che possiedono un impianto architettonico storico di pregio (apparati decorativi, stucchi, pavimenti alla veneziana), hanno suggerito di operare con un interior design di tipo classico. Anche nella progettazione illuminotecnica non sono state adottate particolari tecniche scenografiche, ma ci siamo limitati a integrare un’illuminazione diffusa con apparecchi armonizzati al contesto con una più tecnica (luci continue e regolabili sopra i cornicioni ornamentali), adatta all’utilizzazione delle sale per proiezioni o presentazioni video».
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| I fornitori |
Progettazione arch. Luca Tosi (Pacciardi & Tosi Architetti Associati) con arch. Nicola La Sala
Direzione lavori arch. Luca Tosi
Interior design arch. Franco Carrai
Impianti elettrici e trasmissione dati ing. Ettore Ciabatti
Impianti meccanici Studio Associato Molon & Roetta
Strutture ing.Giorgio Niccolai
Pareti divisorie Lafarge e Knauf
Controsoffitti Knauf
Illuminazione Artemide, Flos e Guzzini
Arredi (sedie, tavoli, palcoscenico) Schonhuber Franchi
Videoproiettori Sony
Video al plasma Philips
Videoproiettori dvd, per prestazioni via Pc Sanyo-Yamak
Videocamere Sony
Impianto microfonico Sennheiser
Altoparlanti QSC
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