Incentive con il Padrino

Lo scorso novembre 120 dipendenti di un gruppo bancario tedesco hanno vissuto tre giorni in Sicilia, immersi nell’atmosfere immortalate da Coppola nella sua trilogia cinematografica. Avventura sotto il sole mediterraneo.

di Simona Parini

Nel mese di marzo dello scorso anno il più grande gruppo bancario tedesco contatta Azimut-creating emotions, consolidata realtà siciliana nel campo degli incentive, dei meeting e degli eventi speciali, chiedendo la progettazione di un viaggio d’incentivazione dedicato ai propri migliori impiegati, circa 120 persone. Il briefing ricevuto è molto chiaro: il cliente vuole un evento motivazionale capace di dare un ritorno d’azienda praticamente garantito: lo scopo è, appunto, premiare e motivare i partecipanti, amplificando ai loro occhi il prestigio e il valore del brand. Proprio per questo, si chiede di prestare la massima attenzione agli elementi aggregativi e di team-building. Dopo la stesura del progetto, in competizione con altre destinazioni estere, la scelta definitiva cade sulla Sicilia: il committente cerca una meta nuova, fortemente caratterizzata e adatta climaticamente anche all’autunno, poiché l’evento di tre giorni e due notti è in calendario a novembre. Ed ecco che, dopo la “vittoria” della Trinachia, Azimut e Bluestone iniziano il lavoro operativo, fornendo così un esempio virtuoso di come sia possibile l’integrazione di servizi e professionalità tra diverse società, con lo scopo di fornire un prodotto unico, completo e originale. Insomma, quando si dice che l’unione fa la forza.

Chi ha tradito Don Stracciatella?
Lavorando a stretto contatto, Azimut – creating emotions e Bluestone – a different touch creano un progetto di viaggio d’incentivazione intrecciando creatività, comunicazione e logistica sotto un ironico tema mafioso ispirato a “Il Padrino” e a commedie noir come “Una vedova allegra ma non troppo”. Il filo conduttore viene scelto perché universalmente noto e dal forte appeal, soprattutto in campo internazionale, dove la trilogia cinematografica del regista italoamericano Francis Ford Coppola è considerata un vero e proprio cult. Non solo: lo spunto dona una marcia in più all’intero evento permettendo di conoscere la regione da un punto di vista privilegiato, ironico, divertente e coinvolgente. Gli incentivandi, infatti, calati nei panni di fidati “uomini d’onore” , devono trovare il traditore, responsabile della misteriosa morte, avvenuta a Chicago pochi giorni prima, di Don Stracciatella, boss mafioso e magnate del gelato siciliano. Ma vediamo come si è svolto il coinvolgimento dei 120 partecipanti professionisti tedeschi e, da novembre, facciamo un salto indietro nella primavera 2008. Già a maggio, ben sei mesi prima del viaggio, dalla Sicilia vengono inviate alle sedi del gruppo bancario, all’attenzione dei capi-area, pietre laviche selezionate, quali remainder tangibili del progetto d’incentivazione in corso: un’ulteriore spinta motivante a raggiungere gli obiettivi preposti dal committente. Ed ecco il giorno dell’arrivo. Il 7 novembre 2008 gli incentivandi atterranno sull’isola e ricevono la prima calorosa accoglienza della destinazione ospitante: mentre i loro bagagli vengono consegnati direttamente in albergo, gli ospiti godono di una visita alla piazza del Duomo di Catania, dove, appositamente per loro, sono disposti antichi carretti di gelati per offrire un rinfrescante benvenuto da parte del locale Padrino. E, una volta saliti sui bus, ecco un’altra sosta “a sorpresa”, proprio di fronte al mare, per una camminata sulla battigia e un welcome drink tutto siciliano allestito su un prato in riva al regno di Nettuno. Una volta arrivati in albergo, al Russott Hotel di Giardini Naxos, ecco, nelle stanze, la prima vera introduzione al tema dell’intero evento: un welcome-gift costituito da una tipica coppola siciliana (in diversi colori, per distinguere le squadre nella giornata successiva), una pasta di mandorla dentro una scatolina personalizzata e una copia di Mafia Journal, un quotidiano appositamente realizzato per l’occasione. L’atmosfera si è fatta sempre più coinvolgente quando, durante la cena, le attività dei giorni successivi sono state finalmente illustrate dalle parole del Padrino in persona, con spiegazioni rigorosamente in siciliano, ed esplicitate dal suo inappuntabile interprete/maggiordomo.

Etna e picciotti
La mattina successiva inizia a battere forte il vero cuore dell’evento: trasferiti sull’Etna e divisi in squadre, i partecipanti devono infatti scovare il traditore nascosto tra le famiglie mafiose. E prende il via anche la giornata più impegnativa per gli organizzatori, secondo un progetto che, cooordinato insieme da Azimut e Bluestone, mette a dura prova il lavoro del direttore creativo, Dario Cherubino, e di grafici, interpreti, esperti di logistica, tutti coinvolti nel creare un “giallo” credibile e simpatico con un coordinamento temporale privo di tempi di attesa per gli ospiti. I percorsi per incontrare e interrogare i sospettati, o per trovare indizi di altro genere, sono ovviamente impervi, da percorrere con i mezzi più disparati: jeep, quad, speciali pullman fuoristrada o, semplicemente, a piedi. Il punto d’incontro tra i vari gruppi è un rifugio montano che, oltre a fungere da postazione di ristoro, è personalizzato con la realizzazione di un vero e proprio stand fotografico con tre tecnici e due schermi che permette ai partecipanti di stampare immediatamente le foto appena scattate. Il tutto garantisce, al gruppo, di ottenere un immediato ricordo tangibile dell’esperienza vissuta, e agli organizzatori, di raccogliere le fotografie per la proiezione dello slide show serale. E, dopo una giornata vissuta da veri 007, ecco la cena di gala in uno dei ristoranti più caratteristici del taorminese. La cena a tema è completamente spettacolarizzata, dall’accoglienza con il Padrino e i suoi “picciotti”, sino alla musica (brani tratti dalla colonna sonora del film e classici del repertorio italiano). Tra le portate, una presentatrice introduce le coinvolgenti esibizioni di un coloratissimo gruppo folk composto da 15 elementi e di una cantante lirica, con brani tratti dalla celeberrima Norma del catanese Vincenzo Bellini, nonché un emozionante montaggio (eseguito in appena tre ore di tempo) di foto e video scattate durante la giornata. E, finalmente, la caccia al traditore si conclude: al termine della cena, infatti, i partecipanti, divisi in squadre, indicano chi, tra gli attori/sospettati, è il colpevole del crimine da poco avvenuto. Don Stracciatella riceve così finalmente giustizia e la squadra vincente è premiata.
L’ultimo giorno, baciato come i primi due dal sole e dal clima mite, il tempo viene trascorso tra shopping o relax a bordo piscina per poi salutare la Sicilia con un brunch allestito in una squisita villa settecentesca e servito nel vasto parco verdeggiante.