Verdure a congresso
Lo scorso marzo il Palacongressi della Riviera di Rimini ha ospitato il XIV Congresso della Federazione Italiana delle Malattie Digestive: oltre cento appuntamenti in quattro giorni, per un evento dalla comunicazione inattesa.
di Simona Parini
Ananas e carciofi che sbucano dal desk della segreteria. Fiori, tanti e colorati, ma anche tenere zucchine che decorano la lobby. Fagioli, pomodori e radicchio che impreziosiscono la mise en place dei tavoli. E poi, bouquet di gialle mimose e rossi ravanelli per le signore. Siamo al Palacongressi della Riviera di Rimini. L’occasione? Il quattordicesimo Congresso della Federazione Italiana delle Malattie Digestive, Fimad. Ma come si è arrivati a vestire di verdura una location destinata ad accogliere un congresso medico? Facciamo un passo indietro, seguiteci.

Comunicazione creativa
La scorsa primavera, in una quattro giorni iniziata l’8 e conclusasi il 12 marzo, si è tenuto nel capoluogo romagnolo l’appuntamento di Fimad, che ha visto svolgersi oltre cento incontri, senza contare le numerose sessioni plenarie, destinati a medici gastroenterologi e infermieri.  Un evento di grande complessità, come vedremo, che ha coinvolto a tempo pieno 95 persone dello staff organizzativo e ha visto scendere in campo il know how di Promo Leader Service Congressi in stretta collaborazione con il Convention Bureau della Riviera di Rimini, un’unione felice che prosegue oggi nel presentare la candidatura per la prossima edizione del congresso.
Ma torniamo alla verdura e, quindi, all’idea creativa originale e insolita. Negli anni passati Fimad aveva utilizzato, sia nelle linee sia nei colori, un filo conduttore sempre sobrio e istituzionale, percepito come più consono a un target, quello medico, visto come “serioso”, e a temi delicati, difficili da esplicitare con linguaggio e immagini fuori da canoni collaudati.  Quest’anno, però, è stato quello della svolta, con una proposta che ha espresso i concetti in discussione, alleggerendone, tuttavia, l’aspetto meramente clinico e puntando, invece, sul forte impatto emozionale. Ecco, allora, il minestrone, un modo inaspettato per rappresentare il principio base della gastroenterologia: la corretta digestione inizia dalla qualità del cibo ingerito.
E così, la verdura, tagliata a fette con l’aggiunta del malizioso peperoncino, ha contraddistinto tutta la comunicazione relativa all’evento: i programmi, le lettere, la cartellonistica in loco, il calendario inviato a fine anno, la newsletter Daily Fimad prodotta da Promo Leader Service Congressi e realizzata in diretta con cadenza giornaliera.

Sinergia virtuosa
La buona riuscita dell’evento è stata possibile anche grazie alla sinergia della società organizzatrice con il locale convention bureau. Il contributo di quest’ultimo si è sviluppato in più punti, tra i quali: il presidio della stazione ferroviaria di Rimini e dell’aeroporto con un espositore pop up e hostess per accogliere i partecipanti; l’allestimento di tre totem di benvenuto in città a nome anche del Comune; l’accordo con la cooperativa taxi per applicare tariffe agevolate nei giorni del congresso, per l’applicazione sulle vetture di vetrofanie appositamente realizzate e per la disponibilità, sulle auto, di mini-programmi dell’evento forniti da PLS; l’apertura in esclusiva della Domus del Chirurgo e del museo della città per una visita riservata al board Fimad e agli accompagnatori (30–50 persone) con cocktail finale al museo e visita della città; la distribuzione negli hotel da parte di hostess PLS di circa 300 gadget, realizzati con il consorzio Strada dei Vini e dei Sapori, ai relatori e due courtesy car per cinque giorni offerte dal concessionario Lexus. Un “matrimonio” ben riuscito, dunque, tra il cb presieduto da Mauro Ioli e l’association management company che appartiene al network PLS Group. «A distinguerci sul mercato - ha commentato Luigi Cammi, presidente del consiglio di amministrazione di PLS Group - è la consulenza strategica. Il nostro è un supporto manageriale per le strategie di sviluppo e fungiamo da collegamento tra soggetti promozionali del territorio e il mondo delle associazioni medico-scientifiche per sviluppare progetti comuni. Il congresso Fimad è un esempio non solo di quest’ultimo aspetto ma anche di un altro atout strategico: la consulenza sulla destinazione dei congressi in base a parametri non puramente politico–territoriali ma anche economici e di redemption commerciale».
Lavoro e blues
Corsi, minicorsi, sessioni plenarie, letture d’eccellenza, tavole rotonde, joint meeting si sono succeduti a ritmo costante per tutte le quattro giornate, ma il 10 marzo, nel bel mezzo del congresso, è esploso lo swing. Nella stessa sala in cui sino a tre ore prima si tenevano i lavori, Paolo Belli, già front man dei Ladri di Bicicletta, e la sua band di 13 elementi hanno animato la serata con il sound coinvolgente del rhythm’n’blues, senza dimenticare i momenti di comicità pura proposti da Giorgio Panariello. Un vero “cambio di scena” che ha trasformato, nell’arco di sole due ore, uno spazio prima occupato da un podio classico e un tavolo da board in un vero teatro con tanto di scenografie e luci. Ma, durante il congresso medico, il Palacongressi della Riviera di Rimini, situato a cinque chilometri dall’aeroporto internazionale Federico Fellini, è stato anche una fiera estesa su una superficie di 1.500 metri quadrati. E, sempre rimanendo legati al tema dell’alimentazione sana, i poli di attrazione non potevano che essere gli stand con specialità gastronomiche di “Territori in Festival”, che hanno conquistato tutto il pubblico. Ecco, allora, la pasta di grano della Val di Fiemme, il pane di Matera, la soppressa vicentina, la spalla di San Secondo, il miele della Val di Non, i brigidini (dolcetti aromatizzati all’anice) di Lamporecchio e le cialde di Montecatini. Tante e genuine tentazioni per la gola, ma non solo. Abbott, Astrazeneca, Granarolo, Nestlè, Roche, Europcar, Sigma Tau, Novartis e Danone sono alcuni nomi dei 415 espositori presenti e, come si vede, rappresentanti non solo del mondo farmaceutico. E proprio l’eterogeneità delle presenze è stata non solo uno degli elementi di novità dell’appuntamento, ma anche la conferma di quanto il congresso sia stato capace di guardare oltre i confini canonici della medicina, rispettando così uno dei principi ispiratori fissati dal comitato: aprire la gastroenterologia a tutti i settori che contribuiscono a creare il benessere delle persone, nella sua estensione da salute a vero e proprio stile di vita quotidiano.
La location del presente
Il Palacongressi della Riviera di Rimini è più grande d’Italia e, grazie agli spazi attrezzati e modulabili, è in grado di accogliere eventi con esigenze particolari come esposizioni composte da carichi pesanti e di grandi dimensioni. La struttura offre:
• un auditorium divisibile in cinque campate per sale da 500 fino a 6.000 posti, dotate di tribune telescopiche e di palco modulare ad altezza variabile
• un padiglione, divisibile in tre campate, capace di accogliere fino a 4.000 persone
• un terzo padiglione che dispone di una superficie espositiva di 4.800 metri quadrati
• sale convegni polifunzionali da 50 a 300 posti, uffici per segreterie congressuali, sale per sessioni parallele, una sala stampa, 30 breakout room, un giardino d’inverno e un ristorante da 900 posti seduti, con accesso dai padiglioni
• tecnologie innovative e arredi mobili che permettono agli spazi di adattarsi a qualsiasi tipo di evento: americane, tendaggi, palchi modulari ad altezza variabile, tribune telescopiche con poltroncine imbottite.
La location del futuro
Il prossimo autunno coinciderà con la conclusione del Nuovo Palacongressi di Rimini. Costata circa 110 milioni di euro, la creazione firmata dall’architetto Volkwin Marg dello Studio GMP di Amburgo, già autore del progetto del nuovo quartiere fieristico di Rimini, sarà una grande struttura modulare a più piani. Il grande anfiteatro a conchiglia potrà ospitare 1.600 poltrone più una serie di altri spazi congressuali per una disponibilità totale di 9.300 posti in 42 sale. L’area occupata dall’attuale Palacongressi diventerà il nuovo Auditorium della Musica della città.
La cena di gala
• Lavagnetta crespa con zucchini, fiori di zucca e zafferano.
• Strozzapreti con pomodorini e verdure al parmigiano e pinoli.
• Filetto di Sbottona in crosta di patate al balsamico ed erbe aromatiche.
• Macedonia di verdure all’olio extravergine crudo.
• Budino al cioccolato e amaretto con salsa di arance.
• Vernaccia di San Gimignao, Ocra Bolgheri D.O.C., grappa di Vernaccia.